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Progetto RADIO X è un'avventura musicale, culturale, politica, sociale, che nasce attorno al progetto della creazione di una radio libera a Bergamo. Autogestita, autofinanziata, indipendente, (progetto) RADIO X cerca di connettere, senza alcune volontà di fare sintesi, le diverse sensibilità e sfumature della galassia altromondialista. Lungo i binari del rifiuto del razzismo, del fascismo, del sessismo, del liberismo, soggetti organizzati, piccoli gruppi, singole persone possono trovare qui spazio e possibilità per produrre una propria cultura, parlare di sé e del mondo, sfogare i propri pensieri, raccontare le proprie lotte, per trasmettere musica, pensieri, parole, rabbie, idee, proposte.
Nauseati dal provincialismo della nostra amata Bergamo, dall'inesistenza di spazi e momenti aggregativi liberi, dalla sfacciataggine della disinformazione quotidiana dell'Eco di Bergamo e delle sue propaggini radio-tv, dall'agonia di ogni forma alternativa di cultura ed arte, dalla cappa di silenzio perbenista che azzittisce ogni contestazione sociale e politica e ogni voce fuori dal coro.
P.r.X è un progetto in continua evoluzione, chiassoso divertente irriverente sfacciato, impegnato incazzato sorridente leggero, che cammina dondolando lungo il libero fluire di desideri, passioni, rabbie, parole, pensieri, versi, bi_sogni.
Improvvisato da zero senza alcuna competenza tecnica iniziale, è in costante ricerca di soggetti, singoli e multipli, che si uniscano al progetto, proponendo propri programmi o aggregandosi a quelli già esistenti, dando un aiuto alla gestione quotidiana della radio o organizzando eventi pubblici, ascoltando o facendo ascoltare.
AAA cercassi radioamatori nostalgici, invasati musicali, speaker smaliziati, intervistatori facciaculati, incapaci volenterosi, creativi annoiati.
Contattaci a info@progettoradiox.net

 

NO PUB
Abbiamo deciso di non accettare, nè durante la programmazione della radio, nè sul nostro sito, alcun tipo di pubblicità.
La ragione è etica ed estetica insieme: siamo una radio indipendente, che vuole mantenere la propria autonomia ad ogni costo. Accettare una qualsiasi forma di pubblicità potrebbe portare con sè il rischio di un qualche condizionamento, anche soltante velato, anche soltanto implicito. Tanto più se, dalla pubblicità, si comincia a dipendere economicamente. Preferiamo per questo, pur con tutta la fatica e i problemi che ciò comporta, rifiutare la pubblicità ed essere economicamente indipendenti, mettendo in atto forme costanti di autotassazione e autofinanziamento, come fino ad ora abbiamo fatto. Preferiamo avere microfoni di seconda mano e computer assemblati con pezzi di scarto, ma essere liberi di dire quel che vogliamo e pensiamo, liberi di essere irriverenti e provocatori, irritanti e scomodi, piuttosto che usare strumentazione costosissima e all'avanguardia, ma per dire quello che ad altri, e non a noi, fa piacere, castrati nelle parole e nei pensieri.
Eppoi quanto sono brutti e fastidiosi i banner e i pop up pubblicitari, o gli spot che spezzano in due le trasmissioni...